Jaqueline ospite alla 25^ edizione del Premio Lunezia.

 

 
Da pochi giorni è uscito il videoclip di “Arizona”, nuovo singolo di Jaqueline scritto insieme a Davide Fraraccio. Brano ipnotico e ammaliante, dove la cantautrice e musicista siciliana emerge in tutta la sua grinta e potenza vocale. Attualmente è anche al lavoro al suo album d’esordio. Si esibisce per la prima volta nel 2011 sul prestigioso palco dell’Arena di Verona al Festival Show. Conseguita la maturità, Jaqueline si trasferisce a Roma ed entra nell’accademia di musica “Saint Louis College of Music”. Nel 2018 il brano “Andare Via” fa parte della colonna sonora del film candidato ai David di Donatello e ai Nastri D’Argento “Un giorno all’improvviso” e l’anno seguente fa parte degli otto finalisti di Area Sanremo 2019 con il brano inedito “Game Over”.
 
 

Come hai trascorso i mesi passati?

Benissimo, grazie. Sono stata a casa come tutti, ho lavorato molto su me stessa. Mi sono dedicata alla pittura, ho fatto sport, ho letto molto e ovviamente ho scritto tantissimo, infatti adesso sono molto concentrata sugli arrangiamenti dei nuovi brani che saranno contenuti nell’album.

“Arizona” è il tuo ultimo singolo. Come nasce?

Sperimentando accordi, suoni e improvvisando versi vocali con lingue maccheroniche è nata Arizona. In un successivo momento ho presentato il pezzo alla mia produzione “Ore25” e insieme abbiamo consolidato tutta la struttura. Semplicemente è una canzone che è nata da sola. Dettata dalla voglia di raccontarmi e di raccontare determinate cose che ho vissuto e che sento dentro. Il titolo Arizona è dettato da una mia personale visione, un flashback che durante il flusso di creazione ha dato credibilità al mood ed al clima che il pezzo trasmette, quella piccola licenza personale per poter dire: la mia fantasia esiste.

Come ti avvicini alla musica? Quanto la Sicilia ha influenzato la tua carriera?

La Sicilia è stata un’amica sincera, mi ha permesso di aprire molti concerti ad artisti come Ivana Spagna i Dik Dik, gli Oro, Alexia e molti altri. Devo davvero molto alla mia terra e senz’altro la rispetto come si rispetta una persona che ti ha dato tanto. La musica ha sempre fatto parte della mia vita, una passione trasmessa da mio padre, sin da piccola avevo già le idee chiare, cantare mi veniva naturale, fantasticare con la voce, cantare con gli uccellini… Quando mio nonno mi portava con lui in campagna, la base della natura è stata la mia madrina vocale.

Hai preso parte a molti eventi importanti, ve ne è uno cui sei particolarmente legata?

Tutti sono stati per me traguardi importanti, aperture verso nuove esperienze e verso nuove conoscenze.

L’esperienza di Sanremo cosa ti ha lasciato?

Area Sanremo è stata una scelta progressiva. Per assurdo mi ha lasciato più di quanto pensassi, mi ha fatto capire che sto sulla strada giusta con la carica giusta e con le persone giuste. Ho conosciuto tanti professionisti del settore e con tanti di loro già sto collaborando. É una grande opportunità che consiglio a tutti i giovani che vogliono mettersi alla prova. Mi ha regalato tante belle emozioni e tante soddisfazioni…le conferme che aspettavo. L’insegnamento che ne ho ricavato è quello di non fermarmi mai e cercare di fare sempre meglio.

Tra le tue aspirazioni, cosa ti piacerebbe realizzare?

Un percorso, chiudere un cerchio. Spesso penso al futuro e cerco di immaginarlo, però preferisco ritornare nella realtà. Penso che il tempo sia una componente molto importante per la crescita, e senz’altro spero di raggiungere i miei obiettivi come musicista. Odio stare ferma e nel tempo libero faccio di tutto, dipingo, leggo, guardo film, scrivo, cucino, mi alleno…

Come vorresti chiudere quest’intervista? A te le ultime parole…

È uscito il video di Arizona e prossimamente l’album. Faremo un viaggio verso altri luoghi e scopriremo la bellezza che c’è in un cammino fatto di fantasia ma non solo. La musica per me è libertà, espressione, passione, verità, ossigeno, mi tiene viva. Auguro a tutti i lettori di “The Walk of Fame” di ritrovare presto la pace e la serenità in tutto questo caos.

ph. Daniele Comelli

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