L’intervista

Quale impatto emotivo ha, secondo te, la tecnologia sull’essere umano oggi?

Travolgente. É un metodo velocissimo, per materializzare almeno virtualmente, le proprie idee, e questo ci crea appetito. É un linguaggio nuovo, che da tanti è stato compreso superficialmente… Sicuramente l’essere umano entrerà ancora di più in confidenza con la tecnologia, dobbiamo solamente non lasciarci travolgere da questa grande intelligenza artificiale e non dimenticarci che siamo stati noi a creare questo grande strumento di comunicazione e di creazione.

In un momento storico delicato e inedito come quello attuale, l’emergenza sanitaria per il contenimento del Coronavirus sta mutando la nostra quotidianità. I sistemi tecnologici sono tornati ad avere il ruolo per cui sono stati concepiti?

Sì, la tecnologia è uno strumento fondamentale per la diffusione di messaggi importanti. Se vogliamo salvaguardare l’essenza stessa dell’umanità, dobbiamo mettere in pratica un approccio più globale della tecnologia. Sono molto dispiaciuta del fatto che l’umanità debba arrivare a questo per rendersene conto.

Sento che quello che stiamo vivendo è uno dei momenti più “difficili” nella storia del genere umano, però nel complesso sono molto ottimista riguardo al futuro. Tutti ne possiamo uscire più forti e forse, grazie a questo,  stiamo capendo quanto in realtà valiamo e quanto l’umanità stessa possa fare per il mondo.

Ci consigli tre cose da fare in questi giorni per riscoprire il piacere dello stare a casa?

Fate quello che vi fà stare bene, in questo momento abbiamo bisogno di riscoprire le nostre potenzialità, far entrare luce alle nostre anime. Aprofittiamo di questo momento per riflettere, per migliorarci e per nutrirci dentro. Ritrovare il piacere di condividere con i nostri talenti, tutto quello che abbiamo lasciato in sospeso a causa di molte distrazioni.

E’ prematuro parlare di conseguenze precise, ma come pensi ne potrà uscire il settore discografico, in particolare quello della musica dal vivo, da tutto quello che sta accadendo?

C’è una situazione di sconforto e difficoltà un po’ in tutti i settori, quello discografico e in particolare quello della musica dal vivo sta affrontando un periodo di fermo. Credo che per gli artisti sia doloroso dover lasciare il proprio pubblico e la musica dal vivo. Il tempo riparerà ogni ferita e penso che ogni settore saprà superare al meglio questo momento.

Dopo qualsiasi “Game over” si parte sempre con un nuovo gioco, una nuova partita. Quale insegnamento può trarre l’umanità da tutta questa situazione?

Inizieremo probabilmente una nuova missione con nuove ideologie e nuovi stimoli, la vita può essere un gioco di coincidenze, ma dobbiamo sempre considerare il fatto che ricominciare una partita nel nostro mondo non è mai uguale alla precedente. Quindi dobbiamo imparare a convivere con le nostre dinamiche, conoscersi per se stessi e per gli altri è un ottimo inizio.  In fondo, siamo noi che ogni giorno scriviamo questo libro infinito che è la vita.

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Jaqueline

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